In “Scopi della psicoterapia” Jung esalta la forza trasformativa del gioco e dell’immaginazione” e ricorda l'opinione di Schiller secondo cui l'essere umano è totalmente e pienamente se stesso solo là dove gioca. “l’attività creatrice dell'immaginazione strappa l'uomo ai vincoli che lo imprigionano” “In ogni cultura anche per l’adulto, oltre che per il bambino, il mondo dei giochi è di importanza decisiva, e “non va totalmente superato”.
L'importanza del gioco come strumento terapeutico appare evidente soprattutto, ma non solo, nel lavoro con i bambini, dove il gesto ludico diviene il centro dell'attività del soggetto, la messa in atto del suo mondo interno, un “teatro psichico” .
La” terapia con il gioco della sabbia” si colloca all’interno della terapia analitica come metodica che integra l’analisi verbale, e dei sogni, con la produzione di immagini rappresentate nei quadri di sabbia. Si inserisce come metodo che facilita il contatto con le immagini interne, attiva il confronto tra conscio ed inconscio permette di contattare ed elaborare tematiche conflittuali arcaiche.
“nel capitolo sulla “Funzione trascendente” Jung spiega che i pazienti possono esprimere l’affetto mediante un’ ”immagine” “spesso accade che le mani sappiano svelare un segreto intorno a cui l’intelletto si affanna inutilmente. Le mani, infatti, a volte parlano più chiaramente delle parole.”
Tra le diverse funzioni che la sabbiera coagula è quella di essere metafora del corpo, nell’uso dello spazio della sabbiera viene riflesso il vissuto e il rapporto con il proprio corpo. la sabbiera incoraggia la possibilità di usare il “corporeo” attraverso il contatto con la materia-sabbia, come un equivalente del corpo. A differenza di altre terapie, è possibile lavorare su stati corporei della prima infanzia, emozioni , corporeità, oggetti interni, esperienze pre-simboliche, immagini delle prime settimane di vita; esperienze traumatiche, non ricordabili ne raccontabili, non accessibili al linguaggio La manipolazione della sabbia asciutta o bagnata suscita molteplici sensazioni tattili risperimenta le cure materne ricevute o non ricevute e da riparare modifica e ripara il proprio rapporto con la corporeità.
Per passare dal teorico al clinico, questi concetti riferiti alla “terapia del gioco della sabbia” verranno resi visibili attraverso i quadri di sabbie di patologie infanto-adolescenziali come i disturbi alimentari(anoressia e bulimia), gli abusi all’infanzia, i bambini affetti da AIDS, in cui la sofferenza psichica passa attraverso un corpo gravemente danneggiato in cui “Il corpo sa ciò che la mente nega
Il lavoro terapeutico col “gioco della sabbia” facilita l’attivazione dei processi di riparazione, fa superare e integrare i processi di scissione e riparare i danni psicologici