| Sentieri: Quinto anno, 2007 |
SENTIERI VII, 2007ITINERARI DI PSICOPATOLOGIA-PSICOSOMATICA-PSICHIATRIAESSERE, SAPER ESSERE E DIVENIRE NEL COUNSELING
UN ELOGIO ALLA NATURA E A COLORO CHE, COME MADRE E FIGLIA, LA “CURANO”
PSICOLOGIA ANALITICA, TEORIA DELL’ATTACCAMENTO ED EMPOWERMENT
Estratto
La mente e i suoi significati si costruiscono partendo da processi evolutivi, passati e presenti, e dall’esperienza delle relazioni interpersonali. I Modelli Operativi Interni (MOI), che emergono nel corso delle prime fasi dello sviluppo psichico, costituiscono il fondamento per l’evoluzione dei significati essenziali, quelli secondo i quali gradualmente costruiamo i modelli mentali del mondo circostante; le esperienze quotidiane si vanno così organizzando in schemi che potranno poi guidare le nostre future aspettative di vita in tutti i loro aspetti, inclusi quelli relazionali. In questo contributo, la possibile percorribilità dei M. O.I. viene correlata alla potenzialità del dispiegarsi alla vita (empowerment), al “nutrimento” energetico, all’evolversi delle strutture cognitive; essa va a riconnettersi anche agli archetipi quali depositari di modelli di comportamento, possibilità al dischiudersi di forme tipiche, originarie, ereditate, di esperienze psichiche ricorrenti, che possono “anche” riportare l'individuo sulla “strada giusta”. Pensiamo che gli archetipi come i MOI non siano segregati in un determinismo genetico ma che, al massimo, nei geni possa essere rappresentato solo un meccanismo di focalizzazione dell’attenzione su di uno specifico pattern percettivo, uno specifico meccanismo di analisi innato e non necessariamente un contenuto specifico innato. Questo lo pensiamo anche riguardo il progredire delle manifestazioni archetipiche. Lo studio dell’emergere del significato simbolico nella mente umana appare in tal modo fascinoso, sia nell'osservazione dello sviluppo psichico nell’arco della vita, sia durante l'evoluzione di un processo analitico, e suggerisce una prospettiva per l’integrazione della psicologia analitica nella prospettiva evolutiva.
L'EMPOWERMENT NELLA PROSPETTIVA SISTEMICA DELLO PSICOSOMA
Estratto
Per una rilettura dell’empowerment, comprensivo di entrambe le sue dimensioni costitutive (psicologica-individuale e sociopolitica), all’interno della prospettiva sistemica dello psicosoma, occorre partire dalla specificazione della natura di quest’ultimo. Esso è concepito come un sistema mantenuto in costante equilibrio dinamico mediante processi di regolazione e interazione servoassistiti, operanti per livelli funzionali e strutturali a complessità crescente, che vanno, senza soluzione di continuità, dai meccanismi molecolari fini, agli stili comportamentali e atteggiamenti mentali, a loro volta modulati tutti attraverso stimoli relazionali, socio-culturali, situazionali e ambientali in genere. In questo senso, allora, l’intervento di empowerment viene a coincidere con un’azione esterna e indipendente dal soggetto, agita a suo favore, o al contrario interna e quindi mossa da lui medesimo, che risulti finalizzata a favorire l’omeostasi dello psicosoma o a rinforzarne la propria stabilità.
INNAMORARSI DELL’AMORE: I NARCISISMI NELLA RELAZIONE CON L’ALTRO
Estratto
Innamorarsi dell’amore è un modo di dire, ma si può intendere come un’idea che spinge verso una dimensione narcisistica: la ricerca di un “altro idealizzato”, proiezione psichica di un oggetto permeato di un’idea di perfezione che, in quanto tale, non esiste nella realtà. Anzi proprio perché non reale, diviene garanzia di perfezione, da “consumarsi” più su un piano immaginifico di desiderio, che si rivela poi uno dei volti della solitudine psicologica. Ma sperimentare il sentimento di solitudine non è di per se un qualcosa di negativo o patologico; ciò che rischia di esserlo è l’incapacità di modificare tale condizione ed uscirne fuori per ristabilire uno scambio autentico e paritetico col mondo. Prendiamo dunque in considerazione la valenza difensiva di questo allontanarsi-dal-mondo e del rivolgersi-verso-sé nelle moderne singletudini, e come queste spesso celino l’ innamoramento per un’idea che sintetizza il partner perfetto, eterna promessa della relazione desiderata, priva di conflitti, di inganni o di frustrazioni deludenti.
DIDATTICA METACOGNITIVA ED EMPOWERMENT PERSONALE E SOCIALE
Estratto
La parola empowerment, che letteralmente significa “rendere potenti”, richiama in psicologia sociale quegli interventi atti a rendere gli individui maggiormente liberi, responsabili e consapevoli, aumentano la loro “forza” critica facendo sì che divengano più capaci di fare rispettare i propri diritti migliorando inevitabilmente la giustizia sociale complessiva. In questo articolo intendo sostenere che un’adeguata politica di empowerment sociale dovrebbe inevitabilmente coinvolgere la formazione dei cittadini, inoltre esporrò come un certo tipo di didattica, quella metacognitiva appunto, abbia in sé molte delle caratteristiche che sembrano fondamentali per raggiungere obiettivi di empowerment. In effetti anche la didattica metacognitiva, così come i processi di self-empowerment, mira alla valorizzazione e al potenziamento del ruolo attivo e delle risorse presenti nel soggetto favorendone un ruolo competente e autonomo, in grado di sostenersi grazie ad un locus of control maggiormente adattivo, un senso di autoefficacia personale migliorato, uno sviluppo più corretto di attribuzioni ed adeguati stili di pensiero e strategie cognitive.
LE RADICI PROFONDE DELL’EMPOWERMENT
Estratto
Viene rilevata l’autoconsapevolezza del terapeuta; monito e invito espressi da Jung, che è stato colui che, non dimentichiamolo, ha introdotto il principio fatto proprio da tutte le scuole di psicologia del profondo: la necessità dell’analisi personale per chiunque intenda esercitare la professione di psicoanalista.
IL CONCETTO DI ARCHETIPO IN JUNG: ORIGINE, SIGNIFICATO E RAPPORTO CON LE ALTRE SCIENZE
Estratto
I concetti di archetipo e di rappresentazione archetipica in Jung presentano una molteplicità di spunti del massimo interesse. In questo articolo si cercheranno di ripercorrere alcune delle tappe principali relative allo sviluppo del complesso bagaglio concettuale junghiano. La prospettiva adottata è quella storico-genetica nel tentativo di mostrare come all’origine della nozione di archetipo si abbia una convergenza di cognizioni derivanti allo psicanalista svizzero da una molteplicità di esperienze e di interessi: esperienze con i pazienti, soprattutto quelli afflitti dalla cosiddetta dementia precox e interessi culturali nei quali la letteratura psicologica e psichiatrica rappresentano un aspetto importante, ma tutt’altro che esclusivo. Cercheremo così di enucleare le idee che Jung ha tratto da altre scienze. Tuttavia non è solo l’origine del concetto di archetipo ad essere interdisciplinare: progressivamente Jung immette nella nozione da lui ideata una pluralità di strutture concettuali derivanti da discipline quali l’alchimia e l’astrologia. Qui tratteremo però soprattutto la connessione che Jung vide tra gli archetipi e la fisica, con particolare riferimento al concetto di energia e al “soggettivismo osservazionale” della meccanica quantistica. Egli non rimase certo isolato, ma alcuni tra i più grandi fisici, soprattutto Wolfgang Pauli, influenzarono e furono influenzati di Jung. Si cercherà di ripercorrere le più importanti tappe di questo “dialogo”. L’articolo è strutturato come segue: 1. l’origine dei concetti di archetipo e di energia psichica; 2. estensione, precisazione ed arricchimento della teoria negli anni ’20-’40; 3. Jung e Pauli: le ragioni di una convergenza di pensieri.
IL RAPPORTO IO-SÉ NELLA PERCEZIONE DELLA REALTÁ
Estratto
La percezione della realtà esterna è legata sia agli aspetti cognitivi che all’assetto interno dell’individuo. In questo lavoro è messa a fuoco, in particolare, l’importanza dell’asse Io-Sé, con riferimento al pensiero di C. G. Jung. Il Sé, nella teorizzazione junghiana è considerato come la parte della psiche depositaria delle potenzialità dell’individuo che tendono a realizzarsi attraverso il rapporto con l’Io. Essere in contatto con il proprio Sé permette di poter utilizzare la sua energia vitale e governarla in un rapporto simile a quello di un auriga con i suoi cavalli. Due vignette cliniche permettono al lettore di osservare le alterazioni dell’asse Io-Sé che sottostanno ad alcuni quadri psicopatologici.
EMPOWERMENT E PROSOCIALITÀ PER UNA NUOVA PROSPETTIVA DEL BENESSERE
Estratto
Il mondo scolastico è un setting privilegiato per realizzare interventi che mirano a sviluppare l’empowerment e le competenze interpersonali. Questi programmi, tuttavia, devono superare l’ottica individualista e volontaristica ed evitare di enfatizzare l’egocentrismo. Il miglioramento della qualità della vita e del benessere della società non può che passare attraverso il cambiamento di norme e valori che ci avvicinano sempre più ad una concezione solidale della vita. La capacità di interessarsi agli altri e di darsi aiuto e sostegno reciproco diventano mete ideali di comportamento. Da qui la PROSOCIALITA’ quale programma educativo finalizzato all’incremento di modalità comportamentali collaborativo-altruistiche. Anche i Nuovi Programmi della Scuola Elementare (D. P.R. del 12/02/1985) prevedono la prosocialità come un fondamento dell’intera azione educativa. Infatti nel paragrafo “La scuola come ambiente educativo di apprendimento” viene riportato che “Essenziale… è anche la realizzazione di un clima sociale positivo nella vita quotidiana della scuola, organizzando forme di lavoro di gruppo e di aiuto reciproco e favorendo l’iniziativa, l’autodecisione, la responsabilità personale degli alunni”.
MARIO MENGHERI, BIANCA RITA BERTI, LARA BUSONI IL FENOMENO DEL BULLISMO: COME RICONOSCERLO, COME INTERVENIRE
Estratto
Il bullismo, in quanto routine sociale di prepotenza ed aggressività, è un fenomeno sempre più diffuso, specialmente nel contesto scolastico. L’intento di questo contributo è di individuarne le caratteristiche fondamentali al fine di saperlo riconoscere e successivamente intervenire. Dopo una prima analisi del fenomeno in termini essenzialmente descrittivi vengono proposte due recenti interpretazioni: il bullismo come conflitto ed il bullismo come fenomeno di gruppo. Un’approfondita analisi delle conseguenze lascia lo spazio ad un’ampia panoramica dei possibili interventi, sia a livello di prevenzione che di riparazione e mediazione tra pari. Viene infine presentato un progetto elaborato dall’A. I.R. P. per l’Istituto Orlando di Livorno finalizzato ad accrescere le conoscenze dei docenti sul fenomeno ed a incrementare le loro capacità di intervento nel contesto classe.
MARIO MENGHERI GIULIA LIPERINI IL MOBBING NELLA CULTURA SOCIALE E QUALITÁ DELLA VITA
Estratto
Il mobbing come afferma Spaltro, è una patologia relazionale, che deve essere conosciuta al fine di proporre adeguati progetti di intervento e per traghettare la nostra società, che accetta e subisce il malessere lavorativo, verso una società del benessere che offra speranza e promesse di progettualità, invece di minacce e paura.
L’APPROCCIO MERCURIALE ALLA VITA
Estratto
La visione mercuriale della vita permette di vedere nel bicchiere mezzo pieno una possibilità, un’occasione che stimola la creatività. Il passaggio da una visione apollinea, che vede nella mancanza una ingiustizia della sorte, ad una visione ermetica è ben descritto dall’inno omerico, che servirà da guida al lettore per scoprire come il gioco tra le due ottiche sia possibile solo attraverso l’attivazione di quello che Jung ha descritto come la funzione sentimento, la capacità cioè di decodificare i propri e gli altrui sentimenti. |